The Other Side

The Other Side

Presentazione del nuovo Cd di KUBIN per Da Vinci Classics

Descrizione

The Other Side, nuovo CD in uscita del Duo KUBIN, per l’etichetta Da Vinci Classics.
Premiere che vede la partecipazione di Antonio Toffolo, Giorgio Colombo Taccani, Alessio Manega e Rada Koželj.

Nel 2016 Elena Talarico e Francesco Zago fondano KUBIN, una formazione pressoché unica, pianoforte e chitarra elettrica, che ripropone musiche del Novecento «colto», nuove composizioni e riletture cameristiche del rock più evoluto. Il nome del duo è ispirato al genio visionario dell’illustratore e scrittore austriaco Alfred Kubin, autore del romanzo L’altra parte.

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La letteratura cameristica del Novecento è sicuramente degna di nota per l’originalità e la stravaganza di certi organici, ma forse nessuno risulta essere più eretico e fuori dagli schemi di quello proposto da Kubin (dal nome del famoso scrittore e illustratore espressionista austriaco). L’accostamento tra chitarra elettrica e pianoforte può in effetti sembrare, a un primo impatto, del tutto squilibrato: da una parte le possibilità timbriche dello strumento elettrico e i modi pressoché infiniti di modificare il suono attraverso pedaliere ed effetti, dall’altra la voce di uno strumento tradizionale come il pianoforte che, rispetto al suo compagno, pecca paradossalmente di una certa monotonia timbrica. Tuttavia il duo formato dal chitarrista Francesco Zago (1972) e dalla pianista Elena Talarico (1993) mette in gioco una tale ricchezza di colori da smentire facilmente quanto appena detto.

Kubin nasce del resto con la precisa volontà di «riproporre musiche del Novecento “colto” affiancandole a riletture cameristiche del rock più evoluto» (Zago). Tale unità degli opposti è evidente su più piani: innanzitutto su quello strumentale, nel dialogo tra lo strumento elettrico e quello “analogico”. Quindi in termini di repertorio, con la proposta di brani appartenenti tanto alla tradizione della musica propriamente scritta quanto a quella della popular music. Infine, ma non meno importante, sul piano personale e generazionale, dato che i due musicisti, molto diversi tra loro sia per formazione che per carattere, uniscono felicemente in The Other Side la propria sensibilità e visione musicale.

Variegata è, come detto, la scelta dei brani proposti in questo cd, tra situazioni al limite del minimal-ambient e pezzi più spinti e affini al grunge e noise rock. Si inizia con l’omonimo Kubin di Giorgio Colombo Taccani (1961), compositore tra i più affermati della scena milanese. Il pezzo, seppur breve, è una successione frenetica di gesti brutali che rimbalzano tra la chitarra distorta e il pianoforte, usato qui in modo molto percussivo. Filo rosso che guida l’ascoltatore in questo flusso magmatico quasi ininterrotto (se si esclude una piccola sezione centrale più distesa) è una sequenza di note ribattute al pianoforte, esposta fin dalle prime battute e che ricorre più volte nel corso del brano, in costante evoluzione ma sempre riconoscibile all’ascolto, stagliandosi sopra la massa sonora generata dalla furia elettrica della chitarra.

Diverso per spirito e carattere è il brano del compositore napoletano Girolamo De Simone (1964): Pilar offre una dimensione sonora mediterranea, più distesa e accattivante, che strizza l’occhio a un certo post-rock dei primi anni Novanta e all’ambient. Una sonorità onirica in cui la chitarra svolge il ruolo sia di sfondo che di figura, dialogando con il pianoforte fra riff e suggestioni melodiche con uno slancio leggero e lirico.

Il terzo italiano presente all’interno del cd è Alessio Manega (1990), giovane chitarrista e compositore veronese che ormai da qualche anno si propone di fondere nei propri pezzi le sue due nature: quella di musicista funk-rock e quella del compositore colto. Le sue Kubicromie, una sorta di collage di ispirazione zappiana, risentono infatti di un approccio improvvisativo tipico del rock e del blues, sebbene il materiale impiegato sia molto lontano da quel mondo. La chitarra elettrica viene trattata sapientemente dal compositore attraverso un ricco e ricercato impiego di effettistica: si passa infatti da aggressivi riff heavy metal alla leggerezza di droni e pad che sembrano generati da sintetizzatori analogici. Il pianoforte, quasi drum machine, fa da sfondo alla chitarra, la vera protagonista di questo pezzo.

Le due Meditazioni sulla Dharmachakra di Bill Whitley (1968) ci catapultano invece in Oregon, negli Stati Uniti, in un ambiente sonoro molto lontano dai precedenti. Whitley è un compositore influenzato dal mondo della natura e dalle pratiche meditative: non è un caso quindi che i due brani scritti appositamente per Kubin siano molto vicini all’estetica del minimalismo americano di Steve Reich e Terry Riley. Le due Meditazioni sono costituite da una serie di pannelli basati su un processo generato da brevi cellule ritmiche e melodiche; fin dal titolo, tuttavia, emerge con forza l’influsso delle correnti religiose e ascetiche che ispirarono i padri del minimalismo.

Dalla East Coast, in particolare da Philadelphia, giunge invece Swells di David Laganella (1974). Diversamente dai pezzi precedenti, qui la chitarra e il pianoforte non dialogano, ma uniscono le loro voci per generare vere e proprie coltellate che lacerano il silenzio, sviluppandosi in una progressiva spirale distruttiva fatta di accordi dissonanti e note ribattute nel registro acuto, per poi deframmentarsi improvvisamente verso la fine, generando una scia di suono che si estingue poco a poco e sfuma verso il nulla. La chitarra, invano, bofonchia qualcosa prima di tacere definitivamente.

Chiude il cd Architectonics V dell’estone Erkki-Sven Tüür (1959), dall’impronta decisamente più lirica rispetto a tutti gli altri ascoltati in precedenza. Scheletro melodico di tutto il discorso è una cellula di quattro note che il pianoforte reitera in modo ossessivo e che serpeggia come idée fixe tra le sezioni del brano. Qui il pianoforte fa sentire tutta la sua presenza, mettendosi in luce sia nelle sezioni più atonali e percussive che in quelle più melodiche; in tutto questo la chitarra lo accompagna in un libero contrappunto di riff distorti e atmosfere elettroniche, ma senza mai invadere troppo il campo d’azione del compagno.

Risulta a questo punto evidente la proposta di The Other Side (dal titolo del romanzo fantastico di Alfred Kubin): mostrare l’altro lato della musica, quello nascosto e non sempre visibile, sia che si tratti di musica contemporanea che di popular music, quel «lato oscuro della luna» che aspetta solo di essere illuminato da musicisti temerari come Kubin.

Antonio Toffolo

Ph. Cover | Sebastiano Leddi
Video Teaser | “The Other Side” Da Vinci Classics