Simone Massaron Furore

Simone Massaron Furore

“Ho voluto raccontare il suono della polvere, quella sospesa nell’aria del romanzo Furore di John Steinbeck o la polvere sotto i piedi nelle fotografie di Dorothea Lange.
Questo disco è la colonna sonora di un libro, la musica che ho sentito in quelle immagini.” S.M.

Descrizione

Furore, il disco di Simone Massaron, uscito per Long Song Records nel mese di aprile 2018, è la visione musicale di un romanzo ritenuto tra i più importanti classici della letteratura americana.
La musica di Simone Massaron rende omaggio al capolavoro di John Steinbeck, in un connubio di stili dal jazz al folk. Un disco vicino a un’ America cruda e spietata, in bianco e nero, come le fotografie di Dorothea Lange, terzo elemento di questo connubio artistico.
Il disco Furore trasforma in emozione la polvere del Dust Bowl ed è dedicato a tutti coloro che sono costretti a migrare.

La presentazione dei 14 brani del disco lascia ampio spazio all’improvvisazione.
L’ascolto è impreziosito, dallo scorrere sullo schermo, di una selezione di immagini di Dorothea Lange e schermate nere che si fondono alla musica, creando momenti ad elevata intensità emotiva.
La sequenza di proiezione – gestita dallo stesso Massaron – segue una logica narrativa che si rifà al libro di Steinbeck, una sorta di descrizione del viaggio, della migrazione forzata dalle Grandi Pianure e della sua triste conclusione.
Le immagini sono state selezionate dalla Library of Congress e dall’archivio dello CSAC di Parma, partner del progetto.

Programma

Note di Simone Massaron

Furore di Steinbeck è il mio romanzo, quello che ho letto tante volte e che non mi stancherò mai di leggere. Il romanzo che più ho regalato e consigliato.
Sono un grande appassionato di fotografia e Dorothea Lange è sempre stata una mia passione.
Le sue immagini del Dust Bowl, che mettono al centro l’individuo e la sua umanità, sono per me la diretta trasposizione fotografica del romanzo, nonostante il libro sia uscito qualche tempo dopo rispetto alle foto. Credo fortemente che la chitarra sia il mezzo migliore per raccontare la storia americana degli anni ’30 e, dopo aver letto il libro, è stato per me naturale associare delle melodie alle pagine. Il progetto discografico nasce proprio dalla mia esigenza di trasformare in musica le emozioni che il romanzo di Steinbeck mi ha trasmesso sin dalla prima volta che l’ho letto, unitamente alla visione delle fotografie della Lange. Fondamentale per la composizione autoriale del disco è stata la possibilità di entrare a stretto contatto le immagini della Lange, grazie al fondo della Farm Security Administration di proprietà dello CSAC di Parma.
Furore è un viaggio di quattordici composizioni nei personaggi e temi del libro: il primo brano scritto è quello dedicato a Tom Joad e ha avuto funzione guida per la composizione degli altri brani.
Seguono tracce dedicate a Jim Casy, alla madre di Tom Joad, al cognato Connie, alla Mother Road (Route 66), alla California come Promised Land.

Dal Dust Bowl ad oggi, la storia si ripete Tra il 1931 e il 1939 l’utilizzo improprio di tecniche di coltivazione e la mancata rotazione delle colture causarono delle tempeste di sabbia nel Midwest degli Stati Uniti che costrinsero migliaia di contadini e agricoltori a migrare verso ovest, verso la California, terra di promesse poi disattese. Gente che si muove, che si sposta, che è obbligata a migrare.
La stessa gente di cui parla John Steinbeck, la stessa gente che quotidianamente vediamo a colori nei telegiornali. Al tempo stesso romanzo di viaggio e ritratto epico della lotta dell’uomo contro l’ingiustizia, le vicende narrate da Steinbeck sono una storia senza tempo e possiamo riportarle in qualunque contesto storico. Questo disco nasce come omaggio al personaggio di Tom Joad, ai contadini oppressi dalla idiozia del capitalismo.

Furore, libro e film, dal titolo originale “The Grapes of Wrath”, è il romanzo capolavoro dello scrittore statunitense John Steinbeck, Nobel per la letteratura nel 1962.
Pubblicato a New York il 14 aprile del 1939, Furore diviene subito un caso politico e di denuncia sociale. È il libro più venduto negli Stati Uniti quell’anno e vince il premio Pulitzer nel 1940. La sua uscita ha un impatto paragonabile ai reportage di fotografi come Walker Evans e Dorothea Lange e si afferma come il romanzo di denuncia della Grande depressione americana degli anni Trenta.
Il testo racconta il viaggio della speranza dei poveri contadini del Midwest verso la più prospera California, la promised land. Dalla sua pubblicazione ha venduto 14 milioni di copie ed è stato tradotto in tutto in mondo: in Italia la prima edizione è quella a cura di Carlo Coardi per Bompiani.
In Italia fu perseguitato dalla censura fascista e solo nel 2013, dopo oltre 70 anni, è stato pubblicato in versione integrale grazie alla nuova traduzione di Sergio Claudio Perroni. Nel corso dei decenni ha ispirato artisti, film, serie tv e canzoni.
Nel 1940 viene adattato in un film per la regia di John Ford e interpretato da Henry Fonda.
La pellicola vince due Oscar: miglior regia e miglior attrice non protagonista Jane Darwell.
In ambito musicale, Bruce Springsteen, ha reso Tom Joad protagonista del suo album “The Ghost of Tom Joad (1995)”.

CSAC Parma

Simone Massaron, intraprende ad un certo punto della sua carriera, un percorso di ricerca dedicato a Steinbeck. Il momento coincide con l’apertura verso un pubblico generico del Centro Studi e Archivio della Comunicazione (CSAC). È l’apertura ai non specialisti e ai non studenti di questo luogo che vanta 12 milioni di pezzi e che conserva in Italia dal 1975 il maggior numero di stampe fotografiche dell’epoca rooseveltiana della Farm Security Administration (FSA).
Massaron inizia a consultare le 2500 fotografie di storia della crisi del fondo FSA e individua quelle che aderiscono meglio alla sua ricerca musicale. Tra i vari autori presenti scegli Dorothea Lange.
“La Lange ha sempre al centro la figura umana ed è in grado di trasmettere l’emozione dei soggetti fotografati. È una fotografa narrativa, ogni sua foto mette in campo una storia, un immaginario collettivo. Il mondo della polvere che stavo cercando per il mio disco.”  Simone Massaron

Ph. Copertina “A Very Blue Eagle” by Dorothea Lange, 1936
Ph. Galleria Emanuela Esquili

 

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