Salotto in Prova è un’associazione che sostiene e promuove musica e arte. Nella nostra sede organizziamo concerti pomeridiani, masterclass, workshop e conversazioni. 

La Piccola Scuola di Salotto propone corsi individuali e collettivi per la formazione in ambito musicale. La cifra distintiva di Salotto in Prova è che tutte le sue attività si svolgono nell’intimità del salotto di casa. Raccontare di Salotto in Prova richiede più di una presentazione stringata. La forma, la struttura, l’organizzazione del lavoro, il nome, la scelta del logo, del luogo, le idee che si sono formate nel tempo, quelle che si stanno sviluppando e altre che si presenteranno strada facendo; Salotto è un punto di arrivo e partenza, perché musica e arti sono le manifestazioni dell’umano più dinamiche che io conosca. Quindi, per quanto struttura e organizzazione siano necessarie e utili, non sono del tutto soddisfacenti per raccontare l’amore che alimenta costantemente questo progetto. Una delle domande più frequenti, che riguardano la nascita di Salotto in Prova, è quando e perché ha preso forma questa idea. La mia risposta sincera è che tutto il potenziale era già presente, è stato solo necessario metterlo in pratica. 

La consuetudine del Salotto come luogo di aggregazione per fare musica insieme non è una novità e neppure recente, anzi è legata alle memorie più remote, individuali e collettive. Fare musica insieme è, da sempre, una delle espressioni delle comunità, piccole o grandi che siano, bisogno sociale, cifra e impronta di appartenenza e appartenenze; indipendentemente dal luogo, dalle definizioni e tradizioni. Le esperienze sonore che ho sperimentato risalgono ai ricordi della primissima infanzia. L’attenzione ai suoni, l’ascolto della musica era consuetudine e, con gli anni, suonare insieme o ascoltare, sia nell’intimità di casa sia in occasione di concerti o rappresentazioni, era atteso con gioia ed entusiasmo. Queste sensazioni non sono mai venute meno e, negli anni, sono maturate e cambiate in relazione all’esperienza musicale personale. Casa e bottega, si dice, ma era esattamente così e non è cambiato. La spinta amorosa per la musica continua a manifestarsi per suo conto, anche nei momenti in cui mi dedico ad altre attività, perché è un pensiero costante. Sicché decidere di aprire un luogo, per natura intimo come la casa e fare musica, non ha avuto bisogno di una particolare strategia. Una grande stanza contiene gli strumenti per lavorare e ascoltare, è indipendente dagli spazi privati, è in buon equilibrio fra l’intimità necessaria e gli spazi condivisi, altrettanto necessari e vitali. Può apparire come un luogo ibrido e, in effetti, quando ospitiamo artisti e “salottisti” per la prima volta si può avvertire, nel momento dell’accoglienza, un velo di disorientamento, ed è naturale che sia così. Siamo tutti abituati ad adattarci alla funzione dei luoghi più che al loro spirito profondo. È vero, Salotto in Prova è anche una casa, è anche libri, molti libri, partiture, oggetti personali, piante, gatti. Presenze e oggetti che testimoniano vita, lavoro, ricordi e mi piace pensare che questi accolgano silenziosamente i concerti e le attività di formazione. Anche il logo di Salotto è parte della casa, un racconto di carta che testimonia la vicinanza con alcune arti tradizionali giapponesi, come quella dell’origami. Così il dodecaedro stellato, in forma di origami, è diventato logo. È stato naturale come per tutto il resto: avevo fra le mani uno dei tanti dodecaedri che hanno posto in casa e la risposta era già pronta e presente, bastava soltanto realizzarla graficamente. Poi, col tempo, ho scelto di abbinare un colore ai faldini: giallo per i concerti, blu per le attività di formazione, viola per le conversazioni e arancione per la Piccola Scuola. Recentemente è nato il bisogno di migliorare la comunicazione, ampliare il sito con altre pagine dedicate, confrontarsi con la comunicazione digitale, conoscerla sempre di più e farne strumento utile. Il tempo e le esperienze comuni hanno dato forma all’idea iniziale, il lavoro quotidiano ci ha permesso di rimanere flessibili e attenti ai cambiamenti. Lo spirito profondo di Salotto in Prova rimane, sono le radici, anche se la forma è aperta a nuovi stimoli. 

Perché in Prova? Per sottolineare l’attenzione al cambiamento, alla necessità di provare ad adeguarsi ai cambiamenti. Il lavoro della musica è in continuo cambiamento, la musica coesiste con l’andamento della vita, il suono non è mai uguale a se stesso, lo studio e le prove sono intimamente legate al lavoro, all’approfondimento, all’esperienza, allo scorrere del tempo. Che sia un concerto, oppure un corso, ogni volta è come se si portasse a compimento un piccolo miracolo di partecipazione che stimola la necessità di continuare, la curiosità e il bisogno di approfondire sempre più.

Questo articolo di presentazione avvia un nuovo ciclo di scritture su musica e arte. Mai come in questo momento di emergenza globale è necessario continuare a dare voce e stimolare l’ascolto. Nel blog di Salotto in Prova ci sarà una sezione dedicata all’argomento con riflessioni personali di musicisti, artisti e formatori per mantenere vitale la riflessione. La dimensione intima, per le necessarie misure di prevenzione, ci è in parte preclusa e questo crea timori e distanziamento non solo fisico. Ebbene, pur rispettando tutte le norme che ci tutelano, sono convinta che, anche nell’economia e nella privazione avvertita, si può e si deve continuare. A fine febbraio il crollo è stato verticale, i mesi di isolamento sono stati sofferenti, difficili, spesso confusi, ma ho avuto il tempo per lo studio e la riflessione quotidiana. In tutta sincerità ho pensato ogni giorno a Salotto in Prova, ai collaboratori, a tutto il lavoro degli artisti, ai salottisti che lo hanno frequentato nel tempo. Ho riflettuto moltissimo sulla formazione e iniziato ad avvicinare altre possibilità che permettessero di continuare in sicurezza. Nulla può sostituire le emozioni che si provano durante un concerto e altrettanto nella relazione con i colleghi, gli allievi e i gruppi, ma anche le procedure d’emergenza, come il lavoro online, possono aiutare a confrontarsi in maniera virtuosa e continuare ad alimentare il focolare. Quando si ascolta il lavoro di un musicista o di un compositore si riceve un dono, e il dono più grande per un musicista è l’ascolto del pubblico. Così, senza parole, ci si riconosce nelle differenze. La formazione è continua e, anche se il concerto può essere percepito come un momento di evasione, la musica lavora su di noi per suo conto. Nulla di romantico, scegliere il mestiere di musicista, di questi tempi, è un atto di coraggio, resistenza e resilienza. Proporre e invitare alla formazione in ambito artistico, fin da bambini, è un’opportunità di vitale importanza. Includere la musica come uno degli aspetti fondamentali della formazione significa fornire ai più giovani l’opportunità di misurarsi con altri linguaggi particolareggiati che diventano comuni. In questo modo è possibile iniziare a coltivare la sensibilità individuale e ricordarsene nella relazione con gli altri. Avvicinare la musica dunque è un’esperienza che forma la sensibilità, include le differenze, favorisce il coordinamento motorio, l’attenzione, la concentrazione, il ragionamento logico, la memoria, l’espressione di sé, l’immaginazione, il pensiero critico e creativo, l’ascolto individuale e collettivo. Non smetterò mai di evidenziarlo, come non smetterò mai di insistere. È sempre più necessario rendersi conto che Musica e Arti coesistono con la nostra vita, con la tradizione, con la ricerca, lo studio e la passione; sono parte della cultura profonda dei popoli ed è nostra responsabilità fare il possibile per creare le condizioni per coltivarle. Avremo modo di approfondire nel tempo grazie al contributo, importante e appassionato, degli amici che collaborano per queste pagine. 

Benvenuti a Salotto in Prova.