Cari tutti, nel corso delle prossime settimane, prenderà avvio una nuova iniziativa di Salotto in Prova, dedicata a giovani interpreti e compositori. Proponiamo un’altra occasione per mantenere vitale la relazione con chi ci segue da tempo e chi si avvicina alle nostre iniziative per la prima volta. Una nuova chiamata, per ricordare anche un episodio del marzo 2020 e la risposta che diede Salotto. La chiusura fu netta e improvvisa, provocò uno stato di choc per tutti, così iniziammo a chiamare e a chiedere il permesso di riproporre l’audio di alcuni concerti. La risposta fu positiva, per una realtà tanto piccola come la nostra, e ci fece molto riflettere sulle relazioni coltivate negli anni con musicisti e ascoltatori. Da questa riflessione condivisa, abbiamo iniziato a progettare e mettere in opera l’idea di coinvolgere giovani compositori e interpreti per mettersi “in prova”. Questo articolo dunque, chiama giovani musicisti alla partecipazione attiva e concreta. 

Avrete modo di leggere tutte le informazioni nei post che pubblicheremo, sul sito di Salotto in Prova ci sarà, a breve, una pagina dedicata e i contatti per inviare i lavori. A questa prima chiamata ne seguiranno altre per dare continuità all’iniziativa.       

Se mi chiedessero di scegliere fra Salotto e “in prova”, sceglierei in prova. Mi rendo conto, infatti, che è nato tutto da questo. È una distinzione che sento molto importante sottolineare. Se fosse solo Salotto avrei e avremmo vita più semplice forse, ma non possiamo rinunciare all’attitudine della prova. Qualsiasi iniziativa proposta a Salotto è sempre frutto di un continuo mettersi alla prova, è frutto del lavoro quotidiano di tutti, artigianale e costante. Non si tratta di proporre un’idea più originale di altre, si tratta ora di prendersi cura e mantenere. Continuo ad accentare il tema della cura e “del tenere con mano”. Nel corso di questo ultimo anno, durante il quale il contatto e la presenza sono venuti meno e gradualmente evaporati, abbiamo riflettuto molto e in ogni occasione ci siamo messi alla prova, malgrado le difficoltà. Provare modi per impedire che le relazioni musicali e artistiche, che sono poi umane, fossero confinate nell’invisibile e nel rimandabile. La forza interna di una piccola comunità come la nostra è anche questo: assumersi la responsabilità della cura e del mantenimento. Il contatto costante e l’osservazione di altre comunità musicali, il dialogo particolareggiato e affettuoso con altri artisti, molti i giovani, sono un dono che si rinnova ogni giorno e, ogni giorno, ristora nel significato più profondo. Ogni momento di messa in prova è lavoro che prepara e, ogni volta, si scopre un margine di miglioramento. Sarebbe ora che venisse messa in luce, con un nuovo sguardo, la vita brulicante dietro le quinte, quella quotidiana di qualsiasi musicista che ha eletto la musica a mestiere, l’entusiasmo dei giovani artisti. Proviamo a ricordarlo, c’è una mancanza enorme, proviamo a desiderare. 

Ci siamo adattati alla mancanza, ma tengo a ricordare sempre che è un adattamento, non una nuova possibilità, neppure per prova. Come un musicista può avere a disposizione mezzi contenuti per esprimersi, così cerchiamo di adattarci alle circostanze ma, desideranti. Proviamo a mantenere lo spirito critico e allenare la scelta come occasione e non come restrizione. Sono sincera, è trascorso quasi un anno dall’ultimo concerto in presenza, a parte l’oasi di respiro a settembre e ottobre 2020.  Sono sincera, ho provato a lavorare ancora insieme alla comunità, a mettere in opera, perché non era tempo per la presenza. Non ci adattiamo alla mancanza di presenza, ma proviamo a rispondere. È trascorso un anno e torniamo ancora a chiamare. L’attitudine diffusa è che i giovani artisti siano considerati eterni studenti, messi in sala di attesa, quasi da tenere in un limbo. A Salotto in prova non funziona così. Mi preme ricordare che l’esperienza si forma nel mettersi alla prova e più si ritarda il riconoscimento del lavoro dei  giovani artisti come  professionisti, più si crea un ambiente decisamente ambiguo per tutti. Penso sia necessario, ora più di prima, un invito a mettersi in prova, a rischiare, a cercare di trasmettere nell’esperienza una visione ancora più ampia. Non è un lavoro facile. Chi ha più esperienza deve rimettersi alla prova e mantenere, chi meno deve allenarsi all’ascolto. Eppure penso sia questo uno dei cardini della vitalità nell’arte. È molto complesso mantenersi saldi in questo periodo, non è facile mantenere un dialogo vitale, eppure è nella differenza che si forma un focolare, una possibilità flessibile e praticabile. Non tanto la risposta preconfezionata e comoda, quanto la domanda che ha in sé funzione di riflessione. Le domande sono moltissime, alcune risposte si concretizzano nel lavoro e nelle nuove proposte. Salotto in Prova chiama ancora, aspettiamo le vostre risposte. 

A presto, con le imminenti novità.