Mater | Workshop

Mater | Workshop

Sette pannelli di diversi materiali, un computer, due musicisti. MATER si presenta con un set-up molto semplice, composto da una parte strumentale (sette pannelli di diversi materiali) e una parte elettronica (computer). MATER è nato da una riflessione sul pezzo “Bone Alphabet” del compositore inglese Brian Ferneyough.

Descrizione

Lorenzo D’Erasmo

Nato a Milano nel 1993, ha studiato con Andrea Pestalozza al Conservatorio G.Verdi e conseguito la Laurea di Triennio di I Livello. E’ attivo nell’ambito della musica contemporanea e collabora con diversi Ensemble quali MDI Ensemble, Sentieri Selvaggi Ensemble e Divertimento Ensemble.

Dal 2010 prende parte a diverse rassegne musicali e festival concertistici come MITO, MilanoMusica e Biennale di Venezia. Si esibisce in numerose rassegne musicali sia come solista che in formazione da camera e lavora con musicisti di fama internazionale come Beat Furrer, Emilio Pomarico e molti altri. A settembre 2013 e marzo 2015 ha inciso per la casa discografica “Stradivarius”. nel 2015 ha frequentato il 47° Corso estivo per la Nuova Musica di Darmstadt. Nutre un grande interesse per la musica elettronica, la performance e la sua ricerca ruota intorno alla loro relazione. E’ membro fondatore dell’Associazione Intersezioni ed è attivo in numerosi progetti promossi da diversi musicisti elettronici che fanno parte dell’Associazione. E’ inoltre membro della Cooperativa Sociale “Lascaux Onlus”, sezione Arte e Cultura. Infine è interessato allo studio, la pratica e la ricerca degli strumenti a percussione della tradizione musicale extra-europea.

 

Jacopo Biffi 

Nato a Bergamo nel 1991 e si è avvicinato alla musica con lo studio del sassofono, ha proseguito con la chitarra e la performance sperimentale, per giungere infine allo studio della musica elettronica.

Iscritto al corso di musica elettronica al Conservatorio G. Verdi di Milano, ha modo di intraprendere diverse esperienze in questo ambito.

Nel 2014 fonda, insieme a Matteo Castiglioni, il duo T.e.s.o., di cui “Aperture records” pubblica, nel 2015, un doppio LP.

Durante l’esperienza in conservatorio ha avuto inoltre la possibilità di lavorare con musicisti di formazione classica e, fra questi, Lorenzo D’Erasmo, con il quale nel 2016 avvia il progetto MATER.
E’ tra i fondatori dell’ associazione “Intersezioni”     

Programma

Ore 11: Accoglienza

Ore 11:30: Inizio Workshop; Cenni storici e ascolto

Ore 13: Pausa pranzo

Ore 14:30: Inizio lavoro pomeridiano. Esempi esecutivi e prove guidate

Ore 17:00: Fine Workshop

 

Il Progetto

Sette pannelli di diversi materiali, un computer, due musicisti.

MATER si presenta con un set-up molto semplice, composto da una parte strumentale (sette pannelli di diversi materiali) e una parte elettronica (computer).

MATER è nato da una riflessione sul pezzo “Bone Alphabet” del compositore inglese Brian Ferneyough.

La particolarità di questo brano, sia alla lettura della partitura che all’ascolto, è la forte sensazione di “penetrare” all’interno del senso stesso dell’opera. L’elemento costitutivo, l’ossatura della partitura, è considerato prioritario rispetto al resto.

Questa interpretazione ci ha condotti a riconsiderare i seguenti aspetti:

  • La scelta del set-up strumentale (che deve essere a libera discrezione dell’esecutore seguendo i diversi parametri scelti da Ferneyough).
  • L’attacco del suono.

 

Il set-up strumentale

Come si può definire l’ossatura di uno strumento a percussione? In questa prospettiva, la risposta sarà dai diversi materiali da cui è formato lo strumento stesso.

Ferneyough richiede la selezione di sette suoni. Perciò, quello che abbiamo scelto è di selezionare sette materiali posti in sequenza e di uguale misura, utilizzando i seguenti parametri:

  • Altezza (dal suono grave al suono acuto).
  • Timbro (dal suono scuro al suono chiaro).

Esempio:

Il sughero, 1° Materiale, ha un suono naturale grave e scuro e la sua caratteristica vibratoria è minima.

Il ferro, 6° Materiale, ha un suono medio/acuto e la sua caratteristica vibratoria è ampia.

I sette materiali scelti sono: Sughero, Cartone, Legno, Plexiglass, Specchio, Ferro, Marmo.

La problematica che abbiamo subito riscontrato è come riuscire a rendere il suono di sette pannelli rettangolari come un set-up di percussioni.

Sette pannelli rettangolari di materiali differenti, percossi con bacchette, hanno una resa sonora altrettanto differente. Il pannello di legno, suonato con bacchetta da xilofono, per esempio, avrà una dinamica sonora più incisiva rispetto a quello di sughero suonato con la stessa bacchetta.

Questa problematica ci ha portati a interrogarci su un altro aspetto esecutivo: L’attacco del suono.

 

Attacco del suono

Qualsiasi materiale, se sollecitato, produce vibrazioni. Con l’ausilio del pick up a contatto, abbiamo deciso di cogliere le vibrazioni generate dalla percussione della bacchetta sul materiale e le abbiamo rese suono identificativo del progetto.

 

Il set-up elettronico

Su ogni materiale è applicato un pick up a contatto collegato, tramite un cavo jack, ad un ingresso della scheda audio. La scheda audio, collegata al computer, digitalizza i segnali di ingresso.

I segnali vengono trattati con i seguenti software: Ableton live+Max4live.

Ad ogni materiale corrisponde una traccia alla quale vengono applicati effetti specifici.

Il suono in uscita può essere modificato con:

  • La combinazione di diversi effetti.
  • Il design degli effetti grazie a max/msp.

In conclusione, il funzionamento di questo progetto si può riassumere schematicamente in una successione collegata in questo modo:

MATERIALE – MICROFONO A CONTATTO – SCHEDA AUDIO – LAPTOP – SPEAKER