Il falso Shakespeare

Il falso Shakespeare

Federico Franchin inaugura il nuovo ciclo di conversazioni su Shakespeare e altri Bardi.

Descrizione

“Qualsiasi testo di storia della letteratura vi dirà che William Shakespeare, il più celebre drammaturgo inglese di ogni tempo, scrisse trentanove opere convenzionalmente divise in tragedie, commedie e drammi storici. È vero, ma non lo è sempre stato. All’inizio del ‘600, per esempio, molti avrebbero aggiunto a questa lista una decina di titoli in più. Qualcuno avrebbe attribuito al Bardo di Stratford macabre e bizzarre opere quali “La tragedia della fanciulla” o “La nascita di Merlino”. Qualcun altro vi avrebbe parlato di un dramma, “Il Cardenio”, di cui oggi non resta che il nome; altri ancora avrebbero fatto il nome di un secondo Amleto. E che dire dei due drammi che alla fine del ‘700 un ragazzino londinese giurava e, soprattutto, spergiurava di aver ritrovato nella bottega di un antiquario? Facciamoci, una volta tanto, un giro nel magico mondo dei tanti, dimenticati, falsi William Shakespeare.” F.F.

Al termine della Conversazione seguirà la presentazione del ciclo di incontri “Come suona la Poesia” a cura di Gabriele Stilli.

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Federico Franchin è nato a Monza nel 1991. Appena nato ha imparato a sistemare la puntina su un disco di vinile e gli è piaciuto così tanto che non ha più smesso. E’ cresciuto in mezzo ai libri e ha deciso di non smettere più neanche con quelli. Ha appreso i rudimenti della musicologia presso il Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali di Cremona (Università di Pavia), con un occhio di riguardo per il barocco inglese e francese. Ora è appassionato soprattutto di letteratura antica, poco gl’importa di quale paese, ma se riuscite a convincerlo che un libro scritto dopo il 1800 è davvero un qualcosa che valga la pena d’esser letto allora è probabile che lo faccia. L’ha già fatto altre volte, del resto, e non gli è dispiaciuto.

Ama il teatro elisabettiano, la musica dei secoli dal decimosesto al decimottavo, il rock ‘n’ roll, la birra amara, la pittura fiamminga, la letteratura medievale dell’universo mondo, gli antichi romanzi cinesi, i numeri dispari, il colore nero, il porto (nel senso del vino) e il profumo dei libri vecchi. Dal 2017 collabora stabilmente con  Salotto in Prova e la Sepoltura della Letteratura, rivista letteraria on line. Ha una spiccata tendenza ad interessarsi a scrittori e musicisti giudicati minori o semi sconosciuti, convinto com’è che anche a loro faccia piacere sentir pronunciare il proprio nome, ogni tanto.

 

Ph. Copertina https://en.wikipedia.org/wiki/Portraits_of_Shakespeare/©
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