Arianna e il suon dei bei lamenti

Arianna e il suon dei bei lamenti

L’ensemble, formato da Walter Prati violoncello, Mario Mariotti, tromba, tromba piccola, flicorno, Laura Faoro flauto, flauto in sol, flauto basso e Silvia Cignoli chitarre, propone un ascolto che prende le mosse da una metamorfosi d’immagini musicali all’incrocio fra suggestioni mentali, sonore e visive. 

Descrizione

Biografie Artisti

Walter Prati Compositore ed esecutore, svolge attività di ricerca musicale, da sempre orientata verso l’interazione fra strumenti musicali tradizionali e nuovi strumenti elettronici, frutto dell’applicazione informatica al mondo musicale.
Sue composizioni sono presenti in Italia nei cartelloni dei maggiori teatri e rassegne musicali.
Dalla fine degli anni ’80 collabora con Evan Parker con il quale mette a punto un progetto di improvvisazione ed elettronica; progetto che porterà in seguito alla formazione del Electroacoustic Ensemble.
Significativi poi gli incontri artistici con il chitarrista americano Thurston Moore (componente del gruppo Sonic Youth) e con il cantante inglese Robert Wyatt con i quali ha realizzato progetti discografici e performance live.
Ha inciso dischi per BMG Ariola, Ricordi, Pentaflower, ECM, Materiali Sonori, Leo Records, Auditorium.

 

Mario Mariotti Diploma con il massimo dei voti e la lode in tromba al Conservatorio di Trento. Master of Advanced Studies in Contemporary Music Performance and Interpretation al Conservatorio della Svizzera Italiana con Gabriele Cassone. Collabora con l’ensemble Sentieri Selvaggi di Milano, il FontanaMix Ensemble di Bologna, con l’Orchestra Verdi di Milano. Registrazioni discografiche delle musiche di Karlheinz Stockhausen, Flavio Testi, Bruno Maderna, Gabrio Taglietti e Gianni Mimmo.

 

Laura Faoro Flautista eclettica, specializzata nel repertorio contemporaneo, è stata allieva di A. Morini e M. Caroli.  Faoro si esibisce regolarmente come musicista e performer in festival nazionali e internazionali spaziando dal concertismo tradizionale alla ricerca, che opera, mescolando differenti linguaggi artistici. Odin Teatret Week con E. Barba; The merry wives of William, Piccolo Teatro di Milano, vincitore del Premio Bonacina; Blue Tube, sua installazione multimediale, Lugano LAC; ambienti elettroacustici etc. Definita dal “Manifesto” una delle più promettenti flautiste italiane è sostenuta dal GAI e dal MiBAC come giovane artista emergente. 

 

Silvia Cignoli Chitarrista classica ed elettrica, musicista sperimentale. Si dedica principalmente ai nuovi linguaggi della contemporaneità collaborando con ensemble o come solista. Improvvisatrice in alcuni progetti, in altri si dedica invece ai linguaggi dell’avant-garde rock, anche come autrice. È ideatrice di progetti multi-mediali e ha lavorato in diversi ambiti, dal teatro al musical. 

Programma

Presentazione Concerto

Arianna e il Suon dei bei Lamenti

“O graziosi venti, Pur vi commosse il suon de bei lamenti”

L’ensemble, formato da Walter Prati violoncello, Mario Mariotti, tromba, tromba piccola, flicorno, Laura Faoro flauto, flauto in sol, flauto basso e Silvia Cignoli chitarre, propone un ascolto che prende le mosse da una metamorfosi d’immagini musicali all’incrocio fra suggestioni mentali, sonore e visive. 

La performance si sviluppa lungo quattro stazioni che sono contemporaneamente ambienti sonori, emotivi e fisici. Posizionando una differente strumentazione, in rapporto ai quattro punti cardinali, gli artisti creano una spazializzazione sonora e timbrica con cui rileggere e ricomporre il capolavoro di Claudio Monteverdi “Il Lamento d’Arianna”. 

L’aria, divisa in quattro sezioni e unica parte residua della perduta partitura della tragedia monteverdiana Arianna, è considerata uno degli esiti più alti del declamato arioso usato dal compositore cremonese del quale cadono nel 2017 i quattrocentocinquanta anni dalla nascita. 

Il Lamento di Arianna diventa un lavoro sulla “plasticità” dei timbri degli strumenti moderni e gioco di rifrazioni fra le sorgenti sonore e l’ambiente circostante. 

Le differenti sezioni del brano, permettono di creare una relazione ambivalente fra i musicisti e il pubblico presente in sala che, con il proprio ascolto e il proprio feedback emozionale, plasmerà la performance. 

Questo potenziale, premessa seduttiva della possibilità di mutua trasformazione, è straordinariamente importante poiché l’estetica incontra l’etica. Pur partendo da una notazione di molti secoli fa, quando la musica era legata al concretizzarsi del momentum, risuona sempre attuale. Le quattro stazioni acquistano il nome in relazione alle corrispondenti sezioni del testo dell’aria monteverdiana: “Lasciatemi morire O Teseo mio Dove è la fede Ahi, chi non pur rispondi”.